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Il "combattimento" fa parte dell'uomo

Il combattimento è sicuramente uno degli istinti più antichi che l’uomo ha conservato nel lungo viaggio evolutivo che lo ha portato fino ai tempi nostri. Insito nella sua struttura genetica, come in quella di tutti gli altri esseri viventi (qualsiasi cosa ne pensino i pacifisti!), il combattere contro le avversità della natura per la preservazione della specie, sino al combattimento con i suoi simili per la difesa del proprio territorio o per la conquista di territori altrui, è sempre stato nella storia dell’umanità motivo di grandi cambiamenti e di grandi svolte epocali.
Si pensi alle grandi guerre di conquista che hanno visto un popolo dominare su un altro, o a singole battaglie che hanno difeso diritto e libertà individuali che hanno poi provocato importanti svolte sociali, hanno questi eventi in modo molto marcato, nel bene e nel male, condizionato l’andamento della storia e il maggiore o minore sviluppo di determinate culture o dinastie rispetto ad altre.

Forse per questo il combattimento fine a se stesso è sempre stato per l’uomo motivo di culto, ed egli ha sempre cercato di affinarne le tecniche per rendere il proprio modo di combattere, il proprio stile, più efficace di quello del nemico. Scopo primario: non soccombere (preservare il proprio essere). Scopo secondario e finale: vincere, conquistare (soddisfare il proprio desiderio di potenza, affermare la propria individualità).


 



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